Registrare la batteria – 1. Preparazione

Preparazione per registrare la batteriaPrima di registrare la batteria è molto importante dedicare del tempo alla preparazione dello strumento. Il suono finale dipenderà moltissimo dalla sua qualità e da come viene preparato e accordato, più che da qualunque equalizzatore o compressore che venga applicato successivamente. In questo primo articolo vedremo alcune indicazioni sullo stato generale dello strumento, rimandando a un successivo articolo le tecniche di accordatura e l’uso delle sordine. Potrebbe volerci del tempo per sistemare tutto quanto e per procurarsi il materiale necessario, per cui iniziate con qualche giorno d’anticipo, la sera prima potrebbe essere decisamente tardi.

Le pelli

  • La pelle battente del rullante deve essere nuova. Le pelli vecchie diventano scure e si scordano facilmente. Scegliete una pelle di buona qualità, secondo i vostri gusti. Consiglio una sabbiata Remo o Evans
  • Le pelli battenti degli altri fusti devono essere in ottimo stato. Non devono avere segni di bacchette o colla lasciata da sordine e scotch adesivo. Sulla scelta della pelle dipende dai gusti. Le idrauliche sono più gestibili e facilmente accordabili, con code corte e un suono più d’impatto. Le sabbiate hanno un suono più aperto e ricco di armoniche, ma possono avere code molto lunghe che poi è necessario editare. In contesti acustici, e adeguatamente accordate, possono suonare molto bene.
  • Non dovete dimenticarvi delle pelli risonanti. Molto spesso mi è capitato di vedere batterie che montano le risonanti fornite al momento dell’acquisto, in genere di pessima qualità. Le pelle risonanti sono fondamentali per un’accordatura precisa e per il controllo delle armoniche e delle code. La risonante del rullante è particolarmente importante perché può influire moltissimo sulla timbrica ed è quella più soggetta ad usura, per la presenza della retina e per la frequenza con cui il rullante è suonato rispetto agli altri fusti. Il discorso vale anche per la cassa, è altamente preferibile che sia forata per facilitare la microfonatura. Il foro deve essere almeno di circa 15-18 cm.

Le meccaniche

  • La retina del rullante è critica: controllate che tutti i fili siano a contatto con la pelle e che non siano deformati. Retine con fili spezzati o con la fibbia di aggancio danneggiata sono da sostituire. Inoltre la meccanica che ne regola la tensione deve funzionare perfettamente.
  • Le viti per l’accordatura devono esserci tutte (!), girare regolarmente e senza scatti. Lo svitol fa miracoli. A volte può capitare che non si avvitino bene e che vibrino, in questo caso sostituitele.
  • Attenzione ai pedali della cassa e dell’hi-hat che spesso cigolano. Anche se normalmente non è un problema, nelle registrazioni si sente e può essere molto fastidioso.
  • E’ importante che tutte le meccaniche delle aste funzionino, perché potrebbe essere necessario regolarle in maniera differente da come fate di solito per fare spazio ai microfoni e alle loro aste.

I piatti

  • Sui piatti non c’è molto da dire, se non che la qualità incide tantissimo sul suono. I piatti economici non suonano bene, e lo si capisce chiaramente nelle registrazioni. Se i vostri piatti non sono all’altezza del resto del kit cercate dei piatti migliori in prestito.
  • Se ne avete dei piatti che in genere non usate portateli lo stesso, è importante avere delle alternative a portata di mano.
  • I piatti con il tempo tendono a diventare più scuri, sia nel colore che nel suono. Esistono dei prodotti in commercio per pulirli che ne migliorano il suono. Attenzione però che il miglioramento non dura a lungo e i prodotti chimici potrebbero corrodere leggermente la superficie del piatto.

Il montaggio

  • E’ importante che il legno e le pelli della batteria si ambientino in studio. La cosa migliore da fare è portarla nella stanza dove farete le registrazioni 24 ore prima.
  • Siate pronti a cambiare qualcosa nel modo in cui montate il kit. Per fare spazio ai microfoni potrebbe essere necessario qualche spostamento rispetto alla posizione che usate di solito.
  • In particolare i piatti dovrebbero stare ad almeno 30-40 cm dai fusti, per evitare fastidiosi rientri. Provate questa impostazioni per tempo in modo da abituarvi.

A questo punto manca solo una cosa: l’accordatura! Ma di questo parleremo in un successivo articolo.

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Commenti
2 commenti a “Registrare la batteria – 1. Preparazione”
  1. Francesco Zampieri scrive:

    c’è quasi tutto direi!
    alcuni appunti personali.
    - se il buco sulla pelle della cassa è maggiore di 7″, è come non avere la risonante, quindi ocio!
    - le pelli si distinguono tra sabbiate e trasparenti (non idrauliche). poi i diversi modelli possono avere uno strato (Diplomat, Ambassador), due strati (Emperor, Pinstripe), con sordine, cerchi di rinforzo, etc etc…dipende tutto dalle marche e dai modelli. sui siti della Remo e della Evans si trovano tutte le descrizioni necessarie.
    - crema per i piatti: personalmente non la userei mai. i piatti – come tutti gli strumenti – col tempo si stabilizzano e migliorano il loro suono.
    se però si vuole un suono molto brillante e penetrante, allora li si può pulire, ma attenzione che alcuni di quei prodotti sono molto corrosivi (alle volte basta un po’ di limone).

    se mi viene in mente altro, ti scrivo!

    ah, che ogni batterista abbia con se delle Moongel (o le manine adesive della patatine, o le stellette di Natale, o quel che è…)!

  2. sergio scrive:

    Io ho fatto molte registrazioni live e in studio e posso dire che l’esperienza conta moltissimo . Pero’ ci si impara molto guardando gli altri piu’ bravi di noi e inoltre prima di andare a registrare bisogna avere con se una agenda personale dove si annotino tutte le parti della batteria + microfoni + piatti + accordatura della batteria + pulizia dello strumento + moquet per terra+ cartellina con i brani che si svolgeranno ect ect ect .
    C’e’ bisogno solo di grande pazienza e sinuosi accorgimenti che poi faranno la differenza e faranno risparmiare tempo e danaro . ciao

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