Cosa aspettarsi dal mastering?

Spesso quando ci sono evidenti errori nel mix si tende a rimandare la risoluzione e a sperare in una soluzione “facile”: “Sì, ma poi con il mastering si sistema tutto…”
Personalmente, non ho ma sentito un cattivo mix diventare buono dopo il mastering. Piuttosto, ho sentito buoni mix diventare molto buoni, o mix con qualche errore diventare accettabili.

il plug in per il mastering Ozone 5

Un buon mastering non dovrebbe mai cambiare drasticamente le decisioni prese durante il mixaggio. Per esempio, non dovrebbe rendere eccessivamente “gonfio” un mix che in origine ha una quantità equilibrata di bassi. Il tecnico di mastering lavora sulle sfumature, sull’equilibrio generale. Ma soprattutto lavora non su una singola traccia ma su un insieme di tracce, album o ep che sia. L’obiettivo è quello di rendere l’ascolto omogeneo, uniformando brani con piccole (o meno piccole) differenze. Detto così può sembrare poco, ma può fare un’enorme differenza nell’esperienza di ascolto.

Quindi cosa dovremmo aspettarci realisticamente da un buon lavoro di mastering? Ecco un breve elenco:

- Livellamento del volume e dell’equalizzazione generale tra i diversi brani del disco, spesso accompagnato da un aumento generale del volume di tutti i brani (che però non si può considerare il principale obiettivo del mastering)
- Miglioramento della percezione dei dettagli sonori, come ad esempio i riverberi, le note del basso suonate più piano, i cori, alcuni suoni percussivi
- Innalzamento del volume dei passaggi più bassi, difficili da sentire in ambienti di ascolto rumorosi (macrodinamiche)
- Una correzione, se necessaria, dei suoni percussivi che possono diventare più o meno “aggressivi” (microdinamiche)
- La risoluzione di errori non gravi nel bilanciamento dell’equalizzazione generale, in particolare nei bassi, in genere l’area di frequenze più critica da mixare correttamente se la regia non ha una buona acustica.
- Un’esperienza di ascolto più omogenea su impianti audio differenti (in automobile, in cuffia, sulle casse del computer, ecc…)

In definitiva non bisogna avere aspettative “miracolose” nei confronti del mastering. Non rimandate a dopo le correzioni che possono essere fatte durante il mixaggio, perché non c’è rimedio ad un mix che suona male.

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Commenti
5 commenti a “Cosa aspettarsi dal mastering?”
  1. PINOSAX scrive:

    LAIL MASTERING NON è COSA MOLTO FACILE,INNAZITUTTO SI DEVE STUDIARE ,ABBASTANZA X POTER APPROFONDIRE TUTTO CIò CHE CONCERNE L,IMMENSO MONDO DEL TECCNICO DEL SUONO, SENZA MAI SCORAGGIARSI SE SI HA LA VERA PASSIONE,ED ANDARE AVANTI. SALUTI A TUTTI VOI DELLO STUDIO ,DAL SASSOFONISTA RIBELLE pinosax.

  2. Anonimo scrive:

    grande pino

  3. Axel scrive:

    Concordo con quanto affermato in questo articolo, il mastering non dev’essere considerato il rimedio miracoloso ad un mixing blando. Però il cambiamento si sente. Una traccia ben mixata ha innanzitutto bisogno di un’equalizzazione “ambientale” se così si può chiamare, che fa una differenza immensa. La compressione giova molto alle dinamiche e appunto ai dettagli sonori. Ma se usata in modo esagerato dà un effetto innaturale. E’ un processo delicato, dal quale ci si può aspettare tutto e nulla. Per quello meglio farlo fare a chi sa appunto che non si tratta solo di un aumento del volume :-P

  4. Izotope molto buono, lo uso in coppia con la plug compressore di slate

  5. traslochi scrive:

    Assolutamente un buonintervento. Navigo con interesse
    il sito http://www.moscowlab.it. Avanti così.

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